Con Decreto Rettorale in data 29 gennaio 1929 la dottoressa neolaureata Olga Pinto è nominata Coaudiutrice volontaria presso la Scuola Orientale per l’anno accademico 1928-29 (prima di lei le mansioni di bibliotecario erano state assunte dai docenti, e nel caso della Scuola Orientale da Giorgio Levi Della Vida, come testimonia la qualifica di “bibliotecario sc. orient.” presente nell’annuario del 1923-24). Con un nuovo Decreto Rettorale del 10 gennaio 1930 le venne conferito l’incarico di Coadiutrice effettiva con decorrenza 1 novembre 1929-30 giugno 1930. Con successive deliberazioni del Consiglio di Amministrazione fu confermata nell’incarico “predetto” dal 1.11.1930 al 30.6.1931; dal 1.11.1931 al 30.6.1932; dal 1.11.1932 al 30.6.1933. Abbiamo quindi dal 1928-1929 per la prima volta una coaudiutrice volontaria e dall’anno successivo Incaricata bibliotecaria “effettiva” della biblioteca della Scuola Orientale.
Nel 1929 la Biblioteca della Scuola Orientale è indicata come Sezione della biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia. Nel dettaglio possiede 2000 volumi, 1000 opuscoli, 135 riviste. I prestiti a domicilio sono 270, e l’orario di apertura dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.
È lo stesso orario della Biblioteca per la Facoltà di Lettere e Filosofia (Palazzo della Sapienza), di cui il predetto, Direttore bibliotecario, è Giovanni Vacca e il bidello con funzioni di ordinatore e distributore Vespasiano Barbieri. La Biblioteca della Facoltà vanta 50000 volumi, 6000 opuscoli, 43 riviste e 447 prestiti a domicilio. I lettori nell’anno 1928-29 sono n. 16028.
Nella scheda relativa all’interno del Dizionario dei bibliotecari italiani del Novecento a cura di Simonetta Buttò e Alberto Petrucciani (p. 644-645) si legge che Olga Pinto era nata ad Avzianopetrovsk il 18 settembre 1903. Apparteneva a una famiglia di origini romane traferitasi in Russia prima del 1860. Ma il padre, che fu anche il direttore della Biblioteca dell’ENIT, rientrò in Italia dopo il 1917. Olga studiò presso la Scuola orientale e la Scuola di lingue slave e orientali viventi dell’Istituto per l’Europa orientale. Si laureò nel 1927 con una tesi sulle biblioteche arabe nell’età degli Abbasidi, di cui pubblicò una sintesi l’anno successivo sulla rivista “La bibliofilia”. Pubblicò vari contributi riguardanti soprattutto la storia del libro e delle biblioteche nel mondo arabo.
Tra la fine del 1928 e il giugno del 1933 lavora quindi come coaudiutrice, prima non di ruolo e poi effettiva, alla biblioteca della Scuola orientale. Come risulta dai documenti d’archivio Sapienza, il coadiutore “deve sbrigare un forte lavoro per il servizio della sempre crescente biblioteca e per la parte d’archivio ed amministrazione della Rivista degli Studi Orientali, suo organo ufficiale a norma del suo statuto. Inoltre dovrebbe essere condotta a termine la catalogazione dell’ingente fondo di libri provenienti dal defunto Horovitz ed entrati in blocco nel 1933; lavoro straordinario di mole assai grande.”. In un altro documento si legge: “Proprio ora abbiamo in corso la catalogazione di due fondi di testi arabi: quello donatoci dal sovrano di Haidarabad nell’India e quello regalato dal figlio del compianto prof. Santillana; inoltre il fondo ebraico del defunto Horovitz.” Ancora più specificamente, in un’altra relazione sulle sue mansioni: “1) Corrispondenza amministrativa e ufficio cambi della Rivista degli Studi Orientali, organo ufficiale della Scuola. 2) Ordinamento e catalogazione della Biblioteca; entrambe cose che richiedono esperienza di biblioteconomia e conoscenza di varie lingue orientali. 3) Tenuta dell’archivio in rapporto al nr. 1. Attualmente abbiamo in corso la catalogazione della grande raccolta di testi arabi stampati in India e donati alla Scuola dal Governo di Haideraba del Dekkan, come pure quella dei libri arabi donati dal figlio del comnpianto prof. D. Santillana e di quelli ebraici provenienti dal defunto prof. Horovitz di Francoforte.” Senza la sig.na Pinto, concludono queste testimonianze, tutto questo non potrebbe andare avanti.
Olga Pinto entrerà nella carriera delle biblioteche governative il 16 febbraio 1933, come bibliotecaria aggiunta, destinata alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze, dove si occuperà della catalogazione dei manoscritti orientali, ma dopo sei mesi ottenne il trasferimento alla Biblioteca nazionale centrale di Roma. Nel 1935 conseguirà la libera docenza in Bibliografia e verrà incaricata del suo insegnamento nella Facoltà di Lettere fino al 1957. Nel 1962 assumerà la direzione della Biblioteca dell’Istituto di archeologia e storia dell’arte. Andrà in pensione nel 1968 e morirà a Roma nel 1970.
Riferimenti Archivio Storico Sapienza: AS 5363; LL

