Giulio Cesare Bruto Teloni

Giulio Cesare Bruto Teloni nacque a Firenze l’8 febbraio 1857, “figlio di Giuseppe fu Fedele e di Alessandra Cerasa fu Timoteo”, come riportato nell’atto di nascita conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato. Crebbe in un ambiente colto e ben inserito nella società fiorentina, e frequentò il Liceo Dante, una delle scuole più prestigiose della città.

Nel 1878 si laureò in Lettere al Regio Istituto di Studi Superiori Pratici e di Perfezionamento, dove ebbe come maestri due figure fondamentali della semitistica italiana: Fausto Lasinio e David Castelli. Fra i professori dell’Istituto figurava anche Achille Gennarelli, che non solo fu suo docente di Archeologia, ma anche padrino di battesimo.

Il 1878 fu decisivo per la sua carriera. Dal 12 al 18 settembre partecipò al Quarto Congresso internazionale degli orientalisti, organizzato proprio a Firenze. Qui entrò in contatto con giganti della disciplina come Jules Oppert, François Lenormant, Gaston Maspero, A. H. Sayce e Fritz Hommel che gli fecero comprendere che la sua strada non era l’egittologia, che aveva iniziato a studiare “come autodidatto”, ma l’assiriologia, disciplina allora nascente.

Nel 1880 vinse un concorso ministeriale che gli assegnò una pensione governativa, permettendogli di studiare all’estero. Scelse Lipsia, dove seguì il corso di assiriologia del grande Friedrich Delitzsch, 

Questo soggiorno fu il vero imprinting della sua formazione: Teloni divenne parte della scuola prussiana, contribuendo a spostare il baricentro dell’assiriologia italiana dall’influenza anglo-francese a quella tedesca.

Tra il 1884 e il 1885 pubblicò i suoi primi saggi scientifici, tra cui “Varia”, apparso in tre parti nella Zeitschrift für Keilschriftforschung. Nel 1887 diede alle stampe la sua opera più nota, la “Crestomazia assira”

In Italia, all’epoca, gli assiriologi erano pochissimi: Felice Finzi, Giuseppe Brunengo e Teloni stesso. Per questo è considerato il terzo assiriologo italiano, e spesso definito “il primo assiriologo italiano” per la continuità e l’ampiezza del suo contributo.

Parallelamente all’attività scientifica, Teloni fu bibliotecario per tutta la vita:

- 1884: Biblioteca Medicea Laurenziana  

- 1893–1915: Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze  

- 1919–1924: Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

Fu anche libero docente di Assiriologia a Firenze dal 1884 al 1916, e poi professore incaricato di Archeologia orientale e Assiriologia alla Regia Università di Roma fino al 1932.

Il suo doppio ruolo di bibliotecario e docente fu spesso impegnativo, come emerge da varie lettere, ma contribuì a creare un ponte stabile tra ricerca, didattica e gestione del patrimonio culturale.

Nel 1898 o 1899 sposò Anita Castellano, una delle prime bibliotecarie italiane, con cui condivise anche parte della carriera professionale. La coppia si trasferì a Roma nel 1918.

Teloni continuò a scrivere, insegnare e collaborare con istituzioni culturali fino alla vecchiaia. Morì a Roma il 30 maggio 1943, lasciando una produzione scientifica vasta e un ruolo fondamentale nella nascita dell’assiriologia italiana.

La sua prudenza scientifica è ben riassunta da una sua frase del 1889:  “Pur troppo nei testi assiri… le letture e interpretazioni possibili son molte, poche le certe.”

Riferimento Archivio Storica Sapienza: AS 2949; L.L.

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