Lodovico Nocentini nasce a Firenze il 10 ottobre 1849.
Si forma con gli orientalisti italiani Carlo Puini (1839-1924) e Antelmo Severini (1828-1909) nel Regio Istituto di studi superiori pratici e di perfezionamento di Firenze. Dopo il conseguimento del Diploma d’insegnamento delle lingue e letterature dell’Estremo Oriente e della libera docenza in quell’università, abbandona la carriera accademica per recarsi in Cina come “allievo interprete” presso la Legazione italiana in Cina e il Consolato italiano a Shanghai, dove rimane dal 1883 al 1888, ottenendo la promozione a Interprete di terza classe. La sua permanenza gli consente di viaggiare in diverse parti dell’impero, incluse la Corea e il Giappone. È durante il suo soggiorno in Estremo Oriente che Nocentini reperisce un consistente numero di libri nel formato tradizionale cinese. Di questa raccolta redige un catalogo manoscritto oggi conservato, insieme ai libri a cui si riferisce e al resto della sua personale collezione, nella Biblioteca di studi orientali (Marco Polo) con la segnatura MISC.CIN.2.10.
Rientrato in Italia, la carriera di Nocentini è caratterizzata da una serie di importanti incarichi accademici. Nel 1890 viene nominato titolare della cattedra di Lingue e Letterature dell’Estremo Oriente presso il R. Istituto Orientale di Napoli, istituzione che dirige dal 1891 al 1895. Celestino Schiaparelli nel suo necrologio scrive che: “occupò egli quel posto con opera zelante e illuminata, e fu questo uno dei periodi più fecondi di quell’Istituto per risultati didattici”.
Successivamente, nell’anno accademico 1898-99, si trasferisce alla Regia Università di Roma (oggi Sapienza), dove insegna Lingue e Letterature dell’Estremo Oriente. Diviene una figura di spicco all’interno del gruppo dei cinque professori orientalisti – Angelo De Gubernatis (1840-1913), Baldassarre Labanca (1829-1913), Celestino Schiaparelli (1841-1919) e Ignazio Guidi (1844-1935) – con i quali, nel 1903, fonda la Scuola Orientale e la sua biblioteca, nucleo originario del patrimonio librario dell’attuale Istituto Italiano di Studi Orientali (ISO). Nel 1907 fonda con gli altri docenti la Rivista degli studi orientali, con cadenza trimestrale, alla quale collabora in maniera prolifica. Anni dopo la sua morte, avvenuta il 5 gennaio 1910, per interessamento del sinologo Giovanni Vacca (1872-1953) la Biblioteca della Scuola Orientale acquisisce una parte della sua collezione.
Pur non costituendo un fondo a lui intitolato, i volumi (quasi 1100, identificabili grazie all’impressione di un sigillo rosso di fattura tipicamente cinese col suo nome) sono stati catalogati con l’indicazione del possessore.
Riferimento Archivio Storico: biografie docenti 1 A-Z fasc. 150); AS181; L.L.


