Giorgio Levi della Vida nasce a Venezia il 22 agosto 1886. Si avvicina agli studi orientalistici con Ignazio Guidi, da cui apprende la perizia filologica nel campo delle lingue semitiche. Consegue la laurea a Roma nel 1909 e nel 1914 diventa professore titolare di Arabo e incaricato di Nozioni sull'Islam presso il Regio Istituto Orientale di Napoli. Nel 1916 è nominato professore straordinario di Lingue semitiche presso l'Università di Torino, per poi essere chiamato nel 1919 in qualità di professore ordinario stabile presso la stessa Università. Il 16 dicembre 1919 ottiene il trasferimento presso l'Università di Roma per l'insegnamento di Ebraico e Lingue semitiche e nell’anno accademico 1921-1922 diviene bibliotecario presso la Scuola Orientale della stessa Università.
Il 10 gennaio 1922 il Ministero dell'Istruzione trasmette al Rettore dell'Università di Roma, del Vecchio, la richiesta di Giorgio Levi della Vida di essere promosso da professore straordinario a professore ordinario e, in seguito alla votazione svolta dal Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia e con decreto del Ministero dell'Istruzione, viene promosso a professore ordinario presso l'Università di Roma il 17 maggio 1923. Nello stesso anno viene nominato direttore della Scuola Orientale dell'Università di Roma.
Nel marzo 1926, in occasione della riapertura al culto della chiesa universitaria di Sant'Ivo, il professor Levi della Vida, rifiutatosi di partecipare all'evento per “assoluta impossibilità”, subisce un provvedimento disciplinare da parte del Rettore del Vecchio. Tale provvedimento viene, in seguito, aspramente criticato dal professor Giovanni Gentile. Il 26 marzo 1927 presta giuramento al Re, ma il 19 novembre 1931 si rifiuta di prestare giuramento al regime fascista, come previsto dall'articolo 18 del R.D.L. del 28 agosto 1931 n. 1227, in virtù del culto della libertà e della tutela della propria autonomia. Per tale ragione il 29 dicembre 1931 il Ministro dell'Educazione nazionale comunica al Rettore dell'Università di Roma che il professor Levi della Vida è dispensato dal servizio a partire dal 1° gennaio 1932, “per incompatibilità con le generali direttive politiche del Governo”.
Così dal 1932 al 1939 svolge il ruolo di dottore nella Biblioteca Vaticana a Roma, fino a quando accetta il posto di professore di Arabo e lingue semitiche nell'Università della Pennsylvania e Filadelfia negli Stati Uniti. In una lettera datata 26 settembre 1944 e indirizzata al Ministero degli Affari esteri, il Rettore Caronia chiede il rientro di Levi della Vida in Italia in quanto “ha il diritto di essere reintegrato nella propria cattedra: a mezzo della Santa Sede egli ha fatto sapere a questa Università che intende avvalersi di tale diritto, purché gli vengano concessi il permesso ed il mezzo di rientrare dagli Stati Uniti in Italia”.
Nel 1944 il professore chiede quindi di essere reintegrato nella sua cattedra presso l'Università di Roma e il 31 marzo 1945, con decreto del Ministero della Pubblica Istruzione, Levi della Vida è riammesso in servizio e promosso dal 1° giugno 1938 alla prima classe. In seguito alla concessione del nulla osta del Ministero della Pubblica Istruzione tiene un ciclo di lezioni presso l'Università della Pennsylvania e Filadelfia negli Stati Uniti nel biennio 1946-47. In seguito a votazione del Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia, viene chiamato a coprire la cattedra di Storia e Istituzioni musulmane presso l'Università di Roma, a partire dal 26 ottobre 1946. Con decreto del Ministero della Pubblica Istruzione, datato 8 marzo 1947, il professor Levi della Vida è trasferito alla cattedra di Storia e Istituzioni musulmane. Nello stesso periodo gli viene rinnovato il nulla osta per tenere un ciclo di lezioni presso l'Università della Pennsylvania e Filadelfia negli Stati Uniti anche per il biennio 1947-1948. Per questo motivo il 7 novembre 1951 inoltra una richiesta al Rettore dell'Università di Roma per ottenere un periodo di congedo così da poter accogliere l'invito dell'Università di Algeri a tenere un corso nei mesi di gennaio e febbraio del 1952.Il 15 aprile 1953 il Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Gino Fumaioli delega, in seguito ad un'assenza dovuta a motivi di salute, le funzioni di Preside della Facoltà al professor Levi della Vida.
Con decreto ministeriale, datato 7 marzo 1957, il professor Levi della Vida è collocato fuori ruolo a partire dal 1° novembre 1956, ma il 4 maggio 1961 gli viene assegnato dal Rettore l'insegnamento di Islamistica presso la Scuola di perfezionamento in Archeologia orientale e viene collocato a riposo per compiuto periodo di servizio il 31 ottobre dello stesso anno.
A seguito della deliberazione della Facoltà di Lettere e Filosofia e con decreto del Presidente della Repubblica, il 10 maggio 1962 è nominato Professore emerito.
Muore a Roma il 25 novembre 1967.
Riferimento Archivio Sapienza: Biografie dei docenti A - Z b. 1 fasc. 125; AS 4363; LL

