Ignazio Guidi

Nato a Roma nel 1844, Ignazio Guidi fu uno dei maggiori orientalisti italiani tra Otto e Novecento e una delle figure decisive nella costruzione degli studi orientali alla Sapienza. La sua opera contribuì in maniera determinante alla definizione degli studi semitici, etiopici e orientalistici italiani tra XIX e XX secolo. Formatosi nelle lingue semitiche, sviluppò interessi che spaziavano dall'ebraico all'arabo, dall'etiopico alle tradizioni cristiane d'Oriente, imponendosi presto come uno dei principali studiosi europei del settore.

Entrò alla Sapienza nel 1876 come docente di Ebraico e lingue semitiche comparate; insegnamento che contribuì a definire l'identità scientifica dell'orientalistica romana accanto alle cattedre di arabo di Celestino Schiaparelli, di sanscrito e di lingue dell'Estremo Oriente. Negli anni successivi ampliò la propria attività didattica con corsi di grammatica e lingua amarica, quindi di storia e lingua d'Abissinia, svolgendo un ruolo fondamentale nello sviluppo degli studi etiopici in Italia. 

Tra gli anni Settanta dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento Guidi rappresentò il principale punto di riferimento degli studi semitici alla Sapienza. Quando nel 1904 venne istituita la Scuola Orientale, ne fu uno dei protagonisti e dal 1906 ne assunse la direzione. Sotto la sua guida la Scuola consolidò la propria posizione nel panorama scientifico nazionale e internazionale. 

La sua attività scientifica fu vastissima: curò edizioni di testi etiopici, siriaci e arabi, studiò la storia delle Chiese orientali e contribuì in modo decisivo alla conoscenza delle tradizioni letterarie e religiose del Vicino Oriente e del Corno d'Africa. Formò inoltre una generazione di studiosi destinati a segnare gli studi orientalistici italiani del Novecento, tra cui Giorgio Levi Della Vida, Carlo Conti Rossini e lo stesso figlio Michelangelo Guidi.

Nel 1922 fu nominato direttore onorario della Scuola Orientale, riconoscimento che testimoniava il ruolo da lui svolto nella sua fondazione e nel suo sviluppo. Alla sua attività scientifica affiancò un'intensa partecipazione alla vita delle principali istituzioni culturali italiane, tra cui l'Accademia dei Lincei. 

Morì a Roma nel 1935, dopo oltre mezzo secolo di insegnamento e ricerca. 

Riferimenti Archivio Storico Sapienza: biografie docenti 1 A-Z fasc. 112; AS 6915; L.L.

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